mercoledì 30 marzo 2016

Incontri di anime

Ho riletto i vecchi post... Se devo essere sincera avevo quasi scordato Luca! Ma in compenso lavoro da due anni quasi in una casa di riposo e mi sono fatta coinvolgere da molte altre storie, di anziani però! I miei vecchietti! Pochi giorni fa mi hanno detto che sarò assunta a tempo indeterminato! La prima reazione è stata.... WOW!!!! Tempo indeterminato!!! Posso cambiare la macchina!!!
Poi ci ho riflettuto! Vuol dire che se nulla cambia accompagnerò tutti quei vecchietti fino alla fine... E questo mi ha fatto riflettere... Sono un' infermiera... Mi passano per le mani così tante storie... Non tutti me lo concedono, ma molti mi affidano la loro "anima"...
Come Giocondo, un omone un po' burbero, che spesso non mi salutava e mi passava vicino guardando il pavimento. Poi è stato male, è stato ricoverato in ospedale per un po'... È tornato in struttura, sembrava migliorare ed è stato male di nuovo, di nuovo ricoverato... E la seconda volta ho chiamato io il 118 per portarlo in pronto soccorso... Ma anche questa volta si è ripreso ed è tornato... Stava a letto sempre perché era affaticato... Passavo spesso a controllare la saturazione perché aveva l' ossigeno... "Ciao Giocondo! Come andiamo?"
"Eh... Siamo qui.."
Abbiamo passato così quattro giorni, finchè un pomeriggio sono entrata in stanza con il solito saluto...
"Ciao Giocondo! Come andiamo?"
E lui mi ha sorriso, per la prima volta!
Ho messo il saturimetro al suo dito e poi l' ho guardato... Non aveva l' ossigeno quel giorno, perché saturava benissimo senza...
"Bene Giocondo! Molto bene! Domani ci alziamo eh!?!"
"Sí, va bene!"
"Ora vado a casa, ciao Giocondo! A domani!"
"A domani!"
..................
Ero contenta, mi aveva sorriso, dopo quasi due anni mi aveva sorriso....
Poi il mattino dopo mi sono svegliata e c' era un messaggio sul cellulare "Giocondo è deceduto"............

Non è il primo che se ne va da quando lavoro lí, però mi ha toccato... Mi aveva sorriso, eravamo finalmente entrati in sintonia....
Bè, è questo il bello della mia professione, entrare in contatto con le altre anime... E con Giocondo l' ho fatto, pur avendoci messo quasi due anni...
Non racconto mai le storie che mi toccano, però mi fa bene scriverle... Sono bei ricordi... Fanno parte della vita di un' infermiera!!!

martedì 14 giugno 2011

Nostalgia...

E' più di un mese che non lo vedo... E quasi due mesi che è via....
La nostalgia è insormontabile..... Mi manca da star male.... Quasi tutte le notti prima di addormentarmi qualche lacrima scende.... Non lo vedrò fino a settembre.... Ed è solo giugno..... Non riesco nemmeno a chiamarlo perchè sentire la sua voce mi fa scattare automaticamente il pianto.... Mi manca davvero tanto.... Ogni tanto quando mi sveglio al mattino mi sembra di averlo vicino....  Poi scopro che non è vero e la giornata comincia nel peggiore dei modi.... Mi manca.... Non c'è un modo diverso per dirlo...

giovedì 21 aprile 2011

....

Sono 4 giorni che è partito il mio dolce cuoco e già vorrei che tornasse... Lunedì mattina l'ho salutato con il sorriso, mi sono abbassata gli occhiali da sole e appena mi sono seduta in macchina sono scoppiata a piangere..... Non volevo che mi vedesse piangere in quel modo... mi sentivo così stupida: a settembre torna, ma.... 5 mesi senza i suoi abbracci, i suoi baci, le sue carezze.... 5 mesi eterni.... sono passati 4 giorni e mi sembrano 4 anni.... E quest'anno non so nemmeno se riuscirò ad andare a trovarlo... Per come si prospetta la situazione mi sembra che ci sarà un clima poco piacevole.... Ma 5 mesi sono davvero tanti..... ogni volta che ci penso mi vengono le lacrime.... Mi ricordo un messaggio che mi ha scritto l'hanno scorso quando era via:"Ogni tanto mi chiedo perchè l'amore debba far stare così male, poi penso che alla fine della salita troverò te e accetto qualunque fatica perchè ti amo e non voglio vivere senza te!"... Non ero riuscita a finire di leggerlo, le lacrime avevano preso il sopravvento e non riuscivo più a continuare a leggere.... E anche adesso ho gli occhi pieni di lacrime che vorrei buttare fuori.... Mi manca...

martedì 5 aprile 2011

Il mio cuoco!

Era novembre... Da un po' non parlavo più con Barbara, avevamo litigato non ricordo nemmeno per cosa e non ci parlavamo più, come i bambini. Quel sabato, il 22 novembre, io e un gruppetto di compagne avevamo deciso di andare a Torino a sentire una lezione di filosofia della nostra professoressa. Dopo la lezione siamo andate a fare un giro di shopping. Eravamo da HM e Barbara prendendo in mano una maglietta dice:"Je, secodo te questa per sta sera va bene?? Andiamo a ballare!".
Lì per lì non ho ben capito:"Sì, carina"" ho risposto senza enfasi.
"Allora la prova! Secondo me a te sta bene questa!"
Ma cosa vuole, non mi parla per mesi e poi mi chiede consigli sul look, ma che cavolo me ne frega!
"Mmmm grazie..."
"Forse non hai capito, provati questa maglia che sta sera andiamo a ballare!"
..................................................................
Il mio cervello non connetteva, ma cosa vuole, cosa vuol dire andiamo a ballare???
La guardo, mi stava sorridendo.... Poi ho capito, stava cercando di fare pace...
Le sono saltata al collo e l'ho stretta forte. Le volevo bene ed ero felice di questo riavvicinamento.
"Vado subito a provarla allora!" e sono corsa nel camerino.
L'ho comprata ma non l'ho mai messa, mi stava malissimo ma era il simbolo del nostro ritrovarci!
Quindi quella sera sono andata a casa di corsa dopo essere tornata da Torino, mi sono fatta una doccia alla velocità della luce e ho messo un paio di jeans, una canotta carina, i tacchi e mi sono data una truccata veloce, ma proprio veloce, giusto per rendermi presentabile. Anche perchè ero stanca morta dalla settimana e l'ultima cosa che avrei voluto fare era andare a ballare.
Comunque sono andata a casa di Barbara e siamo partite in direzione Milù, una discoteca abbastanza in a quel tempo.
Eravamo con dei suoi amici tra cui suo cugino, che mi piaceva e stavo spingendo Babi per farmi dare il numero. In coda per posare la giacca stavamo ridendo e scherzando quando ad un certo punto Babi fa uno scatto in avanti sorridendo e si lancia al collo di un ragazzo urlando "Ciao fratellino!".
Mi giro. Erano un gruppetto di ragazzi: questo "suo fratello", un ragazzo con gli occhi azzurri, un altro bassino e riccio e altri due.
Babi mi prende per un braccio e mi dice:"Lui è Davide, il fratello di Federica, te la ricordi?"
"Sì! Piacere!"
"Piacere!"
"Lui invece è Ivan e lui Zoppo!"
"Piacere!"
Stavo riportando la mano in tasca dopo aver stretto quella dell'ultimo ragazzo che già non mi ricordavo più i nomi.... Pace, tanto stavano già andando via.
A metà serata Babi sparisce e mi molla da sola con Luca e Federico (gli altri erano già andati via).
Quando torna, dopo un quarto d'ora, mi guarda come una bambina che ha fatto un danno:"Je, ho fatto una cosa ma non ti arrabbiare!"
"Dimmi!"
"Davide mi ha chiesto il tuo numero e gliel'ho dato!"
"E chi è Davide?"
"Ma come?!? Te l'ho presentato prima!"
"Ah!!!!" (vuoto totale!) "Vabè!"
Abbiamo continuato la nostra serata come se niente fosse e all'uscita mi sono ricordata che in borsa avevo un cellulare. Quando l'ho acceso è arrivato un sms. Numero sconosciuto:"Ciao, sono Davide, l'amico di Barbara. Ho chiesto il tuo numero perchè mi piacerebbe rivederti. Però decidi tu! Buona notte! Davide"
Risposta:"Ciao! Ho letto solo ora il messaggio. Se vuoi possiamo vederci, ma solo come amici perchè sono presa per un altro ragazzo. Buona notte anche a te!"
Il giorno dopo sono andata a fare un po' di shopping con mia mamma e le stavo raccontando la serata quando incontro tre facce conosciute, non ricordo dove ma so che le ho conosciute:"Ciao!". Nessuna risposta! Boh... Mi sarò sbagliata..... Eppure..... Ahhhh, sono i tre di ieri sera, Davide e... e.... e.... non mi ricordo.
"Guarda sto stronzo che nemmeno mi saluta! Col cavolo che gli rispondo ancora ai messaggi!" dico a mia mamma.
La sera, a casa, mi arriva un messaggio. "Ciao, come va? Ripresa da ieri sera!"
Risposta"Io sì, ma mi sa che tu sei ancora un po' in botta perchè oggi nemmeno mi hai salutata!"
"Scusa, ma ero arrabbiato perchè mi hai detto che ti piace un altro e, siccome sono rimasto molto colpito da subito da te, mi dispiace... Scusa!"
"Va bè! Visto che è la prima volta sei scusato, ma che non si ripeta più!"
"Sicuramente, stai tranquilla! Buona notte!"
Dopo una settimana i messaggi che ci scambiavamo iniziavano con "Buongiorno luce dei miei occhi!" e finivano con "Buona notte e sogni d'oro angelo mio!".
Ero innamorata cotta e anche lui.... Ci vedevamo tutti i pomeriggi dopo scuola. Non sapevamo quale fosse il giorno in cui realmente ci siamo messi insieme, avevamo deciso per il 3, 3 gennaio 2008.
Da quel giorno ci siamo amati e ci amiamo tutt'ora. L'estate scorsa è partito per la stagione in Romagna e quest'estate starà via di nuovo. Mi mancherà, mi mancherà tanto il mio dolce cuoco, ma so che quando ci rivedremo sarà come se non fosse mai partito.
Ti amo mio dolce cuoco!

sabato 2 aprile 2011

Lei...

Entro al bar. Indosso una canotta marrone, i jeans e le mie ballerine preferite, quelle che sembra che abbiano tre riccioli di cioccolato in punta. Il mio cuoco è partito da tre mesi per la stagione e quando è partito mi sono promessa di non chiudermi in casa. E così ho fatto. Tutte le sere esco, ho conosciuto una compagnia simpatica, con cui mi diverto. La sera dopo cena passo a prendere uno del gruppo e andiamo a giocare a calcio balilla. Questa sera c'è un piccolo torneo, fuori nel parcheggio ci sono 4 calcetti e tre dentro. Mi avicino al bancone e ordino un caffè macchiato. Laura e Mara vengono a salutarmi e mi chiedono se voglio giocare. Sono le nove, il torneo inizia alle nove e mezza. Facciamo un paio di partite e poi arriva una ragazza bionda, alta come me, sorridente e vestita come se dovesse andare in discoteca. Penso"Ma questa esaltata dove pensa di andare vestita cosi? Oh ciccia, è mertcoledì sera non sabato, il Sugho è chiuso!"
"Ciao raga!"
"Ciao Ramo!"
Ah ecco, si chiama Ramona l'esaltata.!!!! Si siede lì con noi e comincia a parlare come una mitraglia!"Ciccia, magari presentati no?!?!?" Mmmmmmm che nervoso quelli che si accollano così!!!!
Dopo un'oretta arrivano mia mamma e mio papà che erano andati a cena lì vicino.
"Oh ma guarda chi c'è!!!! Ciao Ramo!"
Oh ma com'è che anche mio papà la conosce sta qua?!?!?!? Che palle!
"Je ma sai chi è? Mi preparava la colazione tutte le mattine!"
Bella roba!!!!!Preparava la colazione a mio papà e a me nemeno si presenta!
Va bè....
Quando i miei vanno a casa decidiamo di andare in un altro lacalino carino.
"Io prendo la macchina!"dice subito l'esaltata.
"Anche io ma ho un ascco di roba che imbroglia e hoi solo 2 posti! Mara e Ciccio vengono con me, Je vai con Ramo!"
Ma chi? Io con sta buzzurra che nemmeno si è presentata! Ma fammi il favore va!!!
E invece sì!
Amen, vorrà dire che mi farò fare un mojito da Raffo così riesco a sopportarla!
Finiti i mojiti e coctail vari torniamo al parcheggio dove ho lasciato la macchina. Per strada comincia a parlare. "Sai, conosco tuo papà perchè veniva sempre a fare colazione al bar a Bollengo da me. E' simpatico, mi prendeva sempre di mezzo!"
"Ah"
"Poi veniva anche Marco!"
"Marco chi?"
"Quello che fa intonachi, con i figli. E' colpa di uno dei figli se bazzico Borgo. Sono stata un po' con Mattia:"
C'è una nota di tristezza in questa frase."Non stiamo più insieme, mi ha mollata."
Nel frattempo siamo arrivate al parcheggio, ma non smette di raccontarmi la sua storia. Poi scoppia a piangere...
"Ma cosa fa questa??? Piange così davanti a me e nemmeno si è presentata!"
Continuo ad ascoltarla e piano piano entriamo in sintonia. Stiamo sedute in macchina 2 ore: lei si sfoga, io ascolto.
"Ora devo andare. Lasciami il tuo numero così ci sentiamo per uscire ogni tanto!"
Così ho conosciuto una persona specialissima, quella che all'inizio era "Ramona borgo" sul cellulare e adesso è "Ramona amore". La mia migliore amica, mia moglie. LEI....

venerdì 1 aprile 2011

Pensieri del venerdì

Venerdì sera. Ho cenato con una pasta al gorgonzola e una frittata cipolla e rucola (mia suocera ama i sapori forti!!!!!). Il mio cuoco cucina poco in casa quindi lo sostituisce sua mamma. Comunque, sarà la cena saporita, sarà la stanchezza del fine settimana, ma i pensieri nella mia testa fanno a gara per saltar fuori.
L'altro giorno in università abbiamo fatto un laboratorio con il professore di psicologia in cui dovevamo raccontare una situazione in cui ci siamo trovati in difficoltà durante i tirocini passati. A me è venuta in mente una mattina che mi ha fatta rimanere in silenzio per il resto della giornata. Ero alla terza settimana di tirocinio nelle cure domiciliari, un mondo emotivamente particolare, e avevo deciso di cambiare zona e fare quella di Ivrea centro. Ore 7:30, io e l'infermiera saliamo in macchiana e partiamo con il giro dei prelievi. Ne facciamo un paio e poi arriviamo al cancello di una villetta carina e un po' nascosta alla vista. Era presto, il sole non era ancora sorto ed ero ancora un po' addormentata. Scendo dalla macchina e prendo la borsa dei prelievi e le impegnative del medico con le etichette da mettere alle provette. Leggo nomi e cognomi e poi gli occhi mi si fermano sulla data di nascita di uno dei due pazienti: 1985... Un ragazzo giovane. Il sonno mi intorpidisce ancora il cervello, quindi subito non realizzo, poi mi blocco e mi chiedo:" Chissà come mai un ragazzo così giovane ha bisogno che passiamo noi a fargli il prelievo a casa?" Poi Simona mi riporta sul pianeta terra suonando il campanello, uno di quei campanelli che si sentono anche da fuori mentre li suoni e che ti infastidiscono se tardi di pochi millesimi di secondo a togliere il dito. Entriamo in casa, le luci sono ancora tutte spente tranne quella della cucina. Ci accoglie una donna sulla quarantina, ha ancora addosso il pigiama, i capelli raccolti con una pinza. Sul viso ha ancora i segni del sonno, o forse no.... Forse sono i segni della stanchezza ma non per il sonno, sembra stanca della routine giornaliera. Ci accompagna in cucina e ci offre il caffè. Rifiutiamo perchè l'abbiamo preso nella casa precedente appena 10 minuti prima. Allora si prepara per farsi fare il prelievo. L'infermiera mi dice:" Lo faccio io così facciamo più in fretta:". Va bene. Poi mi faccio una domanda:"Ma il giovane ragazzo sarà ancora a letto?". Mentre penso Simona ha già finito e mi dice di seguirla. La signora ci fa strada ma l'infermiera sembra sapere già la strada. Quando si accende la luce del salotto (mi pare) i miei occhi ci mettono un attimo ad abituarsi alla luce bianca intensissima. Poi finalmete vedo il giovane paziente.... E' steso in un letto da ospedale, con una sacca de catetere che spunta dalle coperte e un tubo di una flebo che corre fino ad una boccetta appesa ad un trespolo. Ha ancora gli occhi chiusi, ma appena la mamma lo chiama appoggiandogli dolcemente una mano sul braccio si spalancano. Sono blu come il cielo. So che può sembrare una frase da baci perugina, ma il colore era proprio quello del cielo. Splendido. "Ciao Luca!". Sento la voce di Simona che lo saluta.
Luca.....
Un bellissimo ragazzo di 25 anni con gli occhi blu cielo coricato in un letto di ospedale nel suo salotto, con un catetere e una flebo.
"Lo faccio io anche a lui."...... Eh, sì, cosa???? No aspetta ma dove siamo, aspetta un attimo......
Poi realizzo: è proprio un bellissimo ragazzo di 25 anni con gli occhi blu cielo coricato in un letto di ospedale nel suo salotto, con un catetere e una flebo.
Simona ha già infilato l'ago e sta riempiendo la sfilza di provette etichettate. "Devo fare anche l'urocultura, Maria hai tenuto le urine di tutto il giorno di ieri?".
"Sì! Sono in bagno!"
Mi giro e sono sola, ovvero, con Luca.
"Ciao! Come ti chiami?".........
"Ehmmmmmmmm..... Jessica! Tu Luca vero?!?"
"Sì! Ho venticinque anni!"..................
"Io venti!".......Silenzio...... Mi guardo intorno. La parete a cui è accostato il letto è tappezzata di fotografie e al palo della flebo sono appesi un paio di peluches. Uno ha in mano un cuore con su scritto ti amo.
"Sono i miei amici!"......... Come ha fatto, non gli ho chiesto chi erano!?!
Sento i passi di Simona e mamma Maria.
"Abbiamo fatto, possiamo andare! Ciao Luchino!"
"Ciao Simo!...... Jessica, vieni vicina?"
................... mi avvicino............. Mi da un bacio sulla guancia.... "Ciao Jessica! Torna!"
"Ciao Luca!"
Esco dalla casa accarezzandomi la giancia e salgo in macchina in silenzio, silenzio che romperò solo per salutare e presentarmi ai pazienti.
"Stava festeggiando il diploma, è caduto dal balcone e ha avuto un trauma cranico. Sono cinque anni che sta a letto. Ma è migliorato, all'inizio non parlava nemmeno!"
Che scherzo la vita! Io dopo il diploma non ho festegggiato, per me era tutto così normale. Invece lui era felice di essersi diplomato, festeggiava e in un secondo gli è cambiata la vita.
Come Dome, tornava da lavoro, era a 200 metri da casa e in un secondo gli è cambiata la vita. Già.... Dome.... Lo conoscevo poco, ci avevo parlato si e no 3 volte, ma quando ho iniziato ad andare a trovarlo in ospedale ho iniziato a volergli bene. Sì, gli voglio bene!
Ecco il pensiero che ha vinto! Ora che almeno uno è uscito mi metto il pigiama e vado a letto con la testa un po' più leggera.

mercoledì 30 marzo 2011

Perchè al cuor non si comanda?

L'umore di oggi non è esattamente quello che si vorrebbe avere in un giorno qualsiasi. I pensieri rotolano nella mia testa come le palline colorate che riempiono le vasche in cui i genitori immergono i bambini quando vanno a fare la spesa. Un bel caos insomma... Una gialla per la scuola, una rossa per l'amore, una verde per l'amicizia.... Poi una blu, un'altra gialla, un'altra rossa e un'altra verde... Poi di nuovo una blu, una gialla, una rossa e una verde.... e ancora, e ancora, e ancora....
Diciamo che in realtà il primo pensiero di oggi è stato, come la maggior parte delle mattine, il mio angelo. Anche se sta mattina il pensiero non era felice: tra 20 giorni parte per la stagione in romagna (lui è cuoco) e starà via fino a settembre... E' partito già l'anno scorso e anche l'anno scorso una mattina mi sono svegliata con l'umore come oggi... Il fatto è che al cuor non si comanda. Già... Perchè se ogni tanto il cuore ascoltasse gli ordini del cervello non mi farebbe versare fiumi di lacrime.... Il mio cervello lo sa che non serve disperarsi, che non smetteremo di amarci anche a chilometri di distanza, ma il mio cuore non vuole sentire ragioni...
Al cuore non si comanda, si sta ai suoi ordini e basta...
A proposito di ciò mi viene in mente quando da piccola (nel periodo in cui non riuscivo mai a finire un diario) ho pensato di essermi innamorata... Era un mio compagno di classe fin dalla prima elementare, mi ricordo che giocavamo tutti i giorni nella pausa pranzo, andavamo d'accordo, si può quasi dire che eravamo amici. Poi, in seconda media, mi sono accorta che qualcosa era cambiato e mi piaceva, però era un periodo particolare per una adolescente, quel periodo in cui sbucano brufoli come funghi, le tette fanno la loro prima apparizione e un bel giorno gli slip si colorano di rosso e ti senti donna, un'affascinante donna. In realtà sei una creatura un po' strana: curve nei posti sbagliati, capelli secchi e con le doppie punte, voce da trans e abbigliamento non ben definito, della serie: "Metto la maglia larga così non si vedono le tette e posso non mettere il reggiseno che è una rottura! E poi metto quei jeans che mi ha regalato nonna che sono due taglie in più così non si vede l'assorbente!"... Insomma, una schifezza. E poi quando le ragazzine cominciano ad avere i primi sbalzi ormonali i maschi giocano ancora con le figurine dei calciatori, il pensiero fisso della figa li coglierà solo qualche anno più tardi e non li lascerà più: finchè morte non li separi!
Ecco, in quel periodo mi ero accorta che questo mio compagno mi piaceva. Ed è rimasto un chiodo fisso fino alla terza liceo, quando ha deciso di darmi un bacio e poi, il giorno dopo, dirmi che in realtà gli piaceva la mia vicina di banco delle medie... Eh già.... Fu questa la prima delusione d'amore... Che a ripensarci adesso mi viene pure da ridere, sopratutto se ricordo la sera in cui mi ha vista con il mio cuoco e si è reso così ridicolo che se fosse uscito di casa con un paio di mutande in testa non avrebbe fatto così ridere. Quella sera, me lo ricordo come se fosse successo 5 minuti fa, dopo aver salutato il mio lui che doveva tornare a casa, sono rientrata nel padiglione in cui ero con i miei amici e l'ho visto venirmi in contro. Poi mi ha detto:"Sei una stupida! Hai aspettato cinque anni che mi decidessi a stare con te e adesso che mi sono deciso tu ti metti con un altro!"... In quel momento avrei voluto avere una gigantesca catapulta per catapultarlo dall'altra parte del mondo e non vedere mai più la sua faccia da schiaffi! Sarò anche stata stupida ma con il mio angelo ci sto ancora adesso, a tre anni di distanza e lo amo! Mi sono innamorata veramente solo di lui... Dell'altro, quello della seconda media non ero innamorata.... Per niente...
Tornando al mio cuore anarchico, questa mattina ha deciso di farmi arrabbiare e mi ha rovinato metà della giornata. L'altra metà per fortuna l'ha migliorata il sole.
Da domani inizio il mio tirocinio in ospedale e di tempo per dar retta al mio cuore disubbidiente ne avrò molto meno per fortuna, anche se questo non cambia la situazione! Ora è meglio se vado a letto, domani il turno inizia alle 6!