giovedì 21 aprile 2011
....
Sono 4 giorni che è partito il mio dolce cuoco e già vorrei che tornasse... Lunedì mattina l'ho salutato con il sorriso, mi sono abbassata gli occhiali da sole e appena mi sono seduta in macchina sono scoppiata a piangere..... Non volevo che mi vedesse piangere in quel modo... mi sentivo così stupida: a settembre torna, ma.... 5 mesi senza i suoi abbracci, i suoi baci, le sue carezze.... 5 mesi eterni.... sono passati 4 giorni e mi sembrano 4 anni.... E quest'anno non so nemmeno se riuscirò ad andare a trovarlo... Per come si prospetta la situazione mi sembra che ci sarà un clima poco piacevole.... Ma 5 mesi sono davvero tanti..... ogni volta che ci penso mi vengono le lacrime.... Mi ricordo un messaggio che mi ha scritto l'hanno scorso quando era via:"Ogni tanto mi chiedo perchè l'amore debba far stare così male, poi penso che alla fine della salita troverò te e accetto qualunque fatica perchè ti amo e non voglio vivere senza te!"... Non ero riuscita a finire di leggerlo, le lacrime avevano preso il sopravvento e non riuscivo più a continuare a leggere.... E anche adesso ho gli occhi pieni di lacrime che vorrei buttare fuori.... Mi manca...
martedì 5 aprile 2011
Il mio cuoco!
Era novembre... Da un po' non parlavo più con Barbara, avevamo litigato non ricordo nemmeno per cosa e non ci parlavamo più, come i bambini. Quel sabato, il 22 novembre, io e un gruppetto di compagne avevamo deciso di andare a Torino a sentire una lezione di filosofia della nostra professoressa. Dopo la lezione siamo andate a fare un giro di shopping. Eravamo da HM e Barbara prendendo in mano una maglietta dice:"Je, secodo te questa per sta sera va bene?? Andiamo a ballare!".
Lì per lì non ho ben capito:"Sì, carina"" ho risposto senza enfasi.
"Allora la prova! Secondo me a te sta bene questa!"
Ma cosa vuole, non mi parla per mesi e poi mi chiede consigli sul look, ma che cavolo me ne frega!
"Mmmm grazie..."
"Forse non hai capito, provati questa maglia che sta sera andiamo a ballare!"
..................................................................
Il mio cervello non connetteva, ma cosa vuole, cosa vuol dire andiamo a ballare???
La guardo, mi stava sorridendo.... Poi ho capito, stava cercando di fare pace...
Le sono saltata al collo e l'ho stretta forte. Le volevo bene ed ero felice di questo riavvicinamento.
"Vado subito a provarla allora!" e sono corsa nel camerino.
L'ho comprata ma non l'ho mai messa, mi stava malissimo ma era il simbolo del nostro ritrovarci!
Quindi quella sera sono andata a casa di corsa dopo essere tornata da Torino, mi sono fatta una doccia alla velocità della luce e ho messo un paio di jeans, una canotta carina, i tacchi e mi sono data una truccata veloce, ma proprio veloce, giusto per rendermi presentabile. Anche perchè ero stanca morta dalla settimana e l'ultima cosa che avrei voluto fare era andare a ballare.
Comunque sono andata a casa di Barbara e siamo partite in direzione Milù, una discoteca abbastanza in a quel tempo.
Eravamo con dei suoi amici tra cui suo cugino, che mi piaceva e stavo spingendo Babi per farmi dare il numero. In coda per posare la giacca stavamo ridendo e scherzando quando ad un certo punto Babi fa uno scatto in avanti sorridendo e si lancia al collo di un ragazzo urlando "Ciao fratellino!".
Mi giro. Erano un gruppetto di ragazzi: questo "suo fratello", un ragazzo con gli occhi azzurri, un altro bassino e riccio e altri due.
Babi mi prende per un braccio e mi dice:"Lui è Davide, il fratello di Federica, te la ricordi?"
"Sì! Piacere!"
"Piacere!"
"Lui invece è Ivan e lui Zoppo!"
"Piacere!"
Stavo riportando la mano in tasca dopo aver stretto quella dell'ultimo ragazzo che già non mi ricordavo più i nomi.... Pace, tanto stavano già andando via.
A metà serata Babi sparisce e mi molla da sola con Luca e Federico (gli altri erano già andati via).
Quando torna, dopo un quarto d'ora, mi guarda come una bambina che ha fatto un danno:"Je, ho fatto una cosa ma non ti arrabbiare!"
"Dimmi!"
"Davide mi ha chiesto il tuo numero e gliel'ho dato!"
"E chi è Davide?"
"Ma come?!? Te l'ho presentato prima!"
"Ah!!!!" (vuoto totale!) "Vabè!"
Abbiamo continuato la nostra serata come se niente fosse e all'uscita mi sono ricordata che in borsa avevo un cellulare. Quando l'ho acceso è arrivato un sms. Numero sconosciuto:"Ciao, sono Davide, l'amico di Barbara. Ho chiesto il tuo numero perchè mi piacerebbe rivederti. Però decidi tu! Buona notte! Davide"
Risposta:"Ciao! Ho letto solo ora il messaggio. Se vuoi possiamo vederci, ma solo come amici perchè sono presa per un altro ragazzo. Buona notte anche a te!"
Il giorno dopo sono andata a fare un po' di shopping con mia mamma e le stavo raccontando la serata quando incontro tre facce conosciute, non ricordo dove ma so che le ho conosciute:"Ciao!". Nessuna risposta! Boh... Mi sarò sbagliata..... Eppure..... Ahhhh, sono i tre di ieri sera, Davide e... e.... e.... non mi ricordo.
"Guarda sto stronzo che nemmeno mi saluta! Col cavolo che gli rispondo ancora ai messaggi!" dico a mia mamma.
La sera, a casa, mi arriva un messaggio. "Ciao, come va? Ripresa da ieri sera!"
Risposta"Io sì, ma mi sa che tu sei ancora un po' in botta perchè oggi nemmeno mi hai salutata!"
"Scusa, ma ero arrabbiato perchè mi hai detto che ti piace un altro e, siccome sono rimasto molto colpito da subito da te, mi dispiace... Scusa!"
"Va bè! Visto che è la prima volta sei scusato, ma che non si ripeta più!"
"Sicuramente, stai tranquilla! Buona notte!"
Dopo una settimana i messaggi che ci scambiavamo iniziavano con "Buongiorno luce dei miei occhi!" e finivano con "Buona notte e sogni d'oro angelo mio!".
Ero innamorata cotta e anche lui.... Ci vedevamo tutti i pomeriggi dopo scuola. Non sapevamo quale fosse il giorno in cui realmente ci siamo messi insieme, avevamo deciso per il 3, 3 gennaio 2008.
Da quel giorno ci siamo amati e ci amiamo tutt'ora. L'estate scorsa è partito per la stagione in Romagna e quest'estate starà via di nuovo. Mi mancherà, mi mancherà tanto il mio dolce cuoco, ma so che quando ci rivedremo sarà come se non fosse mai partito.
Ti amo mio dolce cuoco!
Lì per lì non ho ben capito:"Sì, carina"" ho risposto senza enfasi.
"Allora la prova! Secondo me a te sta bene questa!"
Ma cosa vuole, non mi parla per mesi e poi mi chiede consigli sul look, ma che cavolo me ne frega!
"Mmmm grazie..."
"Forse non hai capito, provati questa maglia che sta sera andiamo a ballare!"
..................................................................
Il mio cervello non connetteva, ma cosa vuole, cosa vuol dire andiamo a ballare???
La guardo, mi stava sorridendo.... Poi ho capito, stava cercando di fare pace...
Le sono saltata al collo e l'ho stretta forte. Le volevo bene ed ero felice di questo riavvicinamento.
"Vado subito a provarla allora!" e sono corsa nel camerino.
L'ho comprata ma non l'ho mai messa, mi stava malissimo ma era il simbolo del nostro ritrovarci!
Quindi quella sera sono andata a casa di corsa dopo essere tornata da Torino, mi sono fatta una doccia alla velocità della luce e ho messo un paio di jeans, una canotta carina, i tacchi e mi sono data una truccata veloce, ma proprio veloce, giusto per rendermi presentabile. Anche perchè ero stanca morta dalla settimana e l'ultima cosa che avrei voluto fare era andare a ballare.
Comunque sono andata a casa di Barbara e siamo partite in direzione Milù, una discoteca abbastanza in a quel tempo.
Eravamo con dei suoi amici tra cui suo cugino, che mi piaceva e stavo spingendo Babi per farmi dare il numero. In coda per posare la giacca stavamo ridendo e scherzando quando ad un certo punto Babi fa uno scatto in avanti sorridendo e si lancia al collo di un ragazzo urlando "Ciao fratellino!".
Mi giro. Erano un gruppetto di ragazzi: questo "suo fratello", un ragazzo con gli occhi azzurri, un altro bassino e riccio e altri due.
Babi mi prende per un braccio e mi dice:"Lui è Davide, il fratello di Federica, te la ricordi?"
"Sì! Piacere!"
"Piacere!"
"Lui invece è Ivan e lui Zoppo!"
"Piacere!"
Stavo riportando la mano in tasca dopo aver stretto quella dell'ultimo ragazzo che già non mi ricordavo più i nomi.... Pace, tanto stavano già andando via.
A metà serata Babi sparisce e mi molla da sola con Luca e Federico (gli altri erano già andati via).
Quando torna, dopo un quarto d'ora, mi guarda come una bambina che ha fatto un danno:"Je, ho fatto una cosa ma non ti arrabbiare!"
"Dimmi!"
"Davide mi ha chiesto il tuo numero e gliel'ho dato!"
"E chi è Davide?"
"Ma come?!? Te l'ho presentato prima!"
"Ah!!!!" (vuoto totale!) "Vabè!"
Abbiamo continuato la nostra serata come se niente fosse e all'uscita mi sono ricordata che in borsa avevo un cellulare. Quando l'ho acceso è arrivato un sms. Numero sconosciuto:"Ciao, sono Davide, l'amico di Barbara. Ho chiesto il tuo numero perchè mi piacerebbe rivederti. Però decidi tu! Buona notte! Davide"
Risposta:"Ciao! Ho letto solo ora il messaggio. Se vuoi possiamo vederci, ma solo come amici perchè sono presa per un altro ragazzo. Buona notte anche a te!"
Il giorno dopo sono andata a fare un po' di shopping con mia mamma e le stavo raccontando la serata quando incontro tre facce conosciute, non ricordo dove ma so che le ho conosciute:"Ciao!". Nessuna risposta! Boh... Mi sarò sbagliata..... Eppure..... Ahhhh, sono i tre di ieri sera, Davide e... e.... e.... non mi ricordo.
"Guarda sto stronzo che nemmeno mi saluta! Col cavolo che gli rispondo ancora ai messaggi!" dico a mia mamma.
La sera, a casa, mi arriva un messaggio. "Ciao, come va? Ripresa da ieri sera!"
Risposta"Io sì, ma mi sa che tu sei ancora un po' in botta perchè oggi nemmeno mi hai salutata!"
"Scusa, ma ero arrabbiato perchè mi hai detto che ti piace un altro e, siccome sono rimasto molto colpito da subito da te, mi dispiace... Scusa!"
"Va bè! Visto che è la prima volta sei scusato, ma che non si ripeta più!"
"Sicuramente, stai tranquilla! Buona notte!"
Dopo una settimana i messaggi che ci scambiavamo iniziavano con "Buongiorno luce dei miei occhi!" e finivano con "Buona notte e sogni d'oro angelo mio!".
Ero innamorata cotta e anche lui.... Ci vedevamo tutti i pomeriggi dopo scuola. Non sapevamo quale fosse il giorno in cui realmente ci siamo messi insieme, avevamo deciso per il 3, 3 gennaio 2008.
Da quel giorno ci siamo amati e ci amiamo tutt'ora. L'estate scorsa è partito per la stagione in Romagna e quest'estate starà via di nuovo. Mi mancherà, mi mancherà tanto il mio dolce cuoco, ma so che quando ci rivedremo sarà come se non fosse mai partito.
Ti amo mio dolce cuoco!
sabato 2 aprile 2011
Lei...
Entro al bar. Indosso una canotta marrone, i jeans e le mie ballerine preferite, quelle che sembra che abbiano tre riccioli di cioccolato in punta. Il mio cuoco è partito da tre mesi per la stagione e quando è partito mi sono promessa di non chiudermi in casa. E così ho fatto. Tutte le sere esco, ho conosciuto una compagnia simpatica, con cui mi diverto. La sera dopo cena passo a prendere uno del gruppo e andiamo a giocare a calcio balilla. Questa sera c'è un piccolo torneo, fuori nel parcheggio ci sono 4 calcetti e tre dentro. Mi avicino al bancone e ordino un caffè macchiato. Laura e Mara vengono a salutarmi e mi chiedono se voglio giocare. Sono le nove, il torneo inizia alle nove e mezza. Facciamo un paio di partite e poi arriva una ragazza bionda, alta come me, sorridente e vestita come se dovesse andare in discoteca. Penso"Ma questa esaltata dove pensa di andare vestita cosi? Oh ciccia, è mertcoledì sera non sabato, il Sugho è chiuso!"
"Ciao raga!"
"Ciao Ramo!"
Ah ecco, si chiama Ramona l'esaltata.!!!! Si siede lì con noi e comincia a parlare come una mitraglia!"Ciccia, magari presentati no?!?!?" Mmmmmmm che nervoso quelli che si accollano così!!!!
Dopo un'oretta arrivano mia mamma e mio papà che erano andati a cena lì vicino.
"Oh ma guarda chi c'è!!!! Ciao Ramo!"
Oh ma com'è che anche mio papà la conosce sta qua?!?!?!? Che palle!
"Je ma sai chi è? Mi preparava la colazione tutte le mattine!"
Bella roba!!!!!Preparava la colazione a mio papà e a me nemeno si presenta!
Va bè....
Quando i miei vanno a casa decidiamo di andare in un altro lacalino carino.
"Io prendo la macchina!"dice subito l'esaltata.
"Anche io ma ho un ascco di roba che imbroglia e hoi solo 2 posti! Mara e Ciccio vengono con me, Je vai con Ramo!"
Ma chi? Io con sta buzzurra che nemmeno si è presentata! Ma fammi il favore va!!!
E invece sì!
Amen, vorrà dire che mi farò fare un mojito da Raffo così riesco a sopportarla!
Finiti i mojiti e coctail vari torniamo al parcheggio dove ho lasciato la macchina. Per strada comincia a parlare. "Sai, conosco tuo papà perchè veniva sempre a fare colazione al bar a Bollengo da me. E' simpatico, mi prendeva sempre di mezzo!"
"Ah"
"Poi veniva anche Marco!"
"Marco chi?"
"Quello che fa intonachi, con i figli. E' colpa di uno dei figli se bazzico Borgo. Sono stata un po' con Mattia:"
C'è una nota di tristezza in questa frase."Non stiamo più insieme, mi ha mollata."
Nel frattempo siamo arrivate al parcheggio, ma non smette di raccontarmi la sua storia. Poi scoppia a piangere...
"Ma cosa fa questa??? Piange così davanti a me e nemmeno si è presentata!"
Continuo ad ascoltarla e piano piano entriamo in sintonia. Stiamo sedute in macchina 2 ore: lei si sfoga, io ascolto.
"Ora devo andare. Lasciami il tuo numero così ci sentiamo per uscire ogni tanto!"
Così ho conosciuto una persona specialissima, quella che all'inizio era "Ramona borgo" sul cellulare e adesso è "Ramona amore". La mia migliore amica, mia moglie. LEI....
"Ciao raga!"
"Ciao Ramo!"
Ah ecco, si chiama Ramona l'esaltata.!!!! Si siede lì con noi e comincia a parlare come una mitraglia!"Ciccia, magari presentati no?!?!?" Mmmmmmm che nervoso quelli che si accollano così!!!!
Dopo un'oretta arrivano mia mamma e mio papà che erano andati a cena lì vicino.
"Oh ma guarda chi c'è!!!! Ciao Ramo!"
Oh ma com'è che anche mio papà la conosce sta qua?!?!?!? Che palle!
"Je ma sai chi è? Mi preparava la colazione tutte le mattine!"
Bella roba!!!!!Preparava la colazione a mio papà e a me nemeno si presenta!
Va bè....
Quando i miei vanno a casa decidiamo di andare in un altro lacalino carino.
"Io prendo la macchina!"dice subito l'esaltata.
"Anche io ma ho un ascco di roba che imbroglia e hoi solo 2 posti! Mara e Ciccio vengono con me, Je vai con Ramo!"
Ma chi? Io con sta buzzurra che nemmeno si è presentata! Ma fammi il favore va!!!
E invece sì!
Amen, vorrà dire che mi farò fare un mojito da Raffo così riesco a sopportarla!
Finiti i mojiti e coctail vari torniamo al parcheggio dove ho lasciato la macchina. Per strada comincia a parlare. "Sai, conosco tuo papà perchè veniva sempre a fare colazione al bar a Bollengo da me. E' simpatico, mi prendeva sempre di mezzo!"
"Ah"
"Poi veniva anche Marco!"
"Marco chi?"
"Quello che fa intonachi, con i figli. E' colpa di uno dei figli se bazzico Borgo. Sono stata un po' con Mattia:"
C'è una nota di tristezza in questa frase."Non stiamo più insieme, mi ha mollata."
Nel frattempo siamo arrivate al parcheggio, ma non smette di raccontarmi la sua storia. Poi scoppia a piangere...
"Ma cosa fa questa??? Piange così davanti a me e nemmeno si è presentata!"
Continuo ad ascoltarla e piano piano entriamo in sintonia. Stiamo sedute in macchina 2 ore: lei si sfoga, io ascolto.
"Ora devo andare. Lasciami il tuo numero così ci sentiamo per uscire ogni tanto!"
Così ho conosciuto una persona specialissima, quella che all'inizio era "Ramona borgo" sul cellulare e adesso è "Ramona amore". La mia migliore amica, mia moglie. LEI....
venerdì 1 aprile 2011
Pensieri del venerdì
Venerdì sera. Ho cenato con una pasta al gorgonzola e una frittata cipolla e rucola (mia suocera ama i sapori forti!!!!!). Il mio cuoco cucina poco in casa quindi lo sostituisce sua mamma. Comunque, sarà la cena saporita, sarà la stanchezza del fine settimana, ma i pensieri nella mia testa fanno a gara per saltar fuori.
L'altro giorno in università abbiamo fatto un laboratorio con il professore di psicologia in cui dovevamo raccontare una situazione in cui ci siamo trovati in difficoltà durante i tirocini passati. A me è venuta in mente una mattina che mi ha fatta rimanere in silenzio per il resto della giornata. Ero alla terza settimana di tirocinio nelle cure domiciliari, un mondo emotivamente particolare, e avevo deciso di cambiare zona e fare quella di Ivrea centro. Ore 7:30, io e l'infermiera saliamo in macchiana e partiamo con il giro dei prelievi. Ne facciamo un paio e poi arriviamo al cancello di una villetta carina e un po' nascosta alla vista. Era presto, il sole non era ancora sorto ed ero ancora un po' addormentata. Scendo dalla macchina e prendo la borsa dei prelievi e le impegnative del medico con le etichette da mettere alle provette. Leggo nomi e cognomi e poi gli occhi mi si fermano sulla data di nascita di uno dei due pazienti: 1985... Un ragazzo giovane. Il sonno mi intorpidisce ancora il cervello, quindi subito non realizzo, poi mi blocco e mi chiedo:" Chissà come mai un ragazzo così giovane ha bisogno che passiamo noi a fargli il prelievo a casa?" Poi Simona mi riporta sul pianeta terra suonando il campanello, uno di quei campanelli che si sentono anche da fuori mentre li suoni e che ti infastidiscono se tardi di pochi millesimi di secondo a togliere il dito. Entriamo in casa, le luci sono ancora tutte spente tranne quella della cucina. Ci accoglie una donna sulla quarantina, ha ancora addosso il pigiama, i capelli raccolti con una pinza. Sul viso ha ancora i segni del sonno, o forse no.... Forse sono i segni della stanchezza ma non per il sonno, sembra stanca della routine giornaliera. Ci accompagna in cucina e ci offre il caffè. Rifiutiamo perchè l'abbiamo preso nella casa precedente appena 10 minuti prima. Allora si prepara per farsi fare il prelievo. L'infermiera mi dice:" Lo faccio io così facciamo più in fretta:". Va bene. Poi mi faccio una domanda:"Ma il giovane ragazzo sarà ancora a letto?". Mentre penso Simona ha già finito e mi dice di seguirla. La signora ci fa strada ma l'infermiera sembra sapere già la strada. Quando si accende la luce del salotto (mi pare) i miei occhi ci mettono un attimo ad abituarsi alla luce bianca intensissima. Poi finalmete vedo il giovane paziente.... E' steso in un letto da ospedale, con una sacca de catetere che spunta dalle coperte e un tubo di una flebo che corre fino ad una boccetta appesa ad un trespolo. Ha ancora gli occhi chiusi, ma appena la mamma lo chiama appoggiandogli dolcemente una mano sul braccio si spalancano. Sono blu come il cielo. So che può sembrare una frase da baci perugina, ma il colore era proprio quello del cielo. Splendido. "Ciao Luca!". Sento la voce di Simona che lo saluta.
Luca.....
Un bellissimo ragazzo di 25 anni con gli occhi blu cielo coricato in un letto di ospedale nel suo salotto, con un catetere e una flebo.
"Lo faccio io anche a lui."...... Eh, sì, cosa???? No aspetta ma dove siamo, aspetta un attimo......
Poi realizzo: è proprio un bellissimo ragazzo di 25 anni con gli occhi blu cielo coricato in un letto di ospedale nel suo salotto, con un catetere e una flebo.
Simona ha già infilato l'ago e sta riempiendo la sfilza di provette etichettate. "Devo fare anche l'urocultura, Maria hai tenuto le urine di tutto il giorno di ieri?".
"Sì! Sono in bagno!"
Mi giro e sono sola, ovvero, con Luca.
"Ciao! Come ti chiami?".........
"Ehmmmmmmmm..... Jessica! Tu Luca vero?!?"
"Sì! Ho venticinque anni!"..................
"Io venti!".......Silenzio...... Mi guardo intorno. La parete a cui è accostato il letto è tappezzata di fotografie e al palo della flebo sono appesi un paio di peluches. Uno ha in mano un cuore con su scritto ti amo.
"Sono i miei amici!"......... Come ha fatto, non gli ho chiesto chi erano!?!
Sento i passi di Simona e mamma Maria.
"Abbiamo fatto, possiamo andare! Ciao Luchino!"
"Ciao Simo!...... Jessica, vieni vicina?"
................... mi avvicino............. Mi da un bacio sulla guancia.... "Ciao Jessica! Torna!"
"Ciao Luca!"
Esco dalla casa accarezzandomi la giancia e salgo in macchina in silenzio, silenzio che romperò solo per salutare e presentarmi ai pazienti.
"Stava festeggiando il diploma, è caduto dal balcone e ha avuto un trauma cranico. Sono cinque anni che sta a letto. Ma è migliorato, all'inizio non parlava nemmeno!"
Che scherzo la vita! Io dopo il diploma non ho festegggiato, per me era tutto così normale. Invece lui era felice di essersi diplomato, festeggiava e in un secondo gli è cambiata la vita.
Come Dome, tornava da lavoro, era a 200 metri da casa e in un secondo gli è cambiata la vita. Già.... Dome.... Lo conoscevo poco, ci avevo parlato si e no 3 volte, ma quando ho iniziato ad andare a trovarlo in ospedale ho iniziato a volergli bene. Sì, gli voglio bene!
Ecco il pensiero che ha vinto! Ora che almeno uno è uscito mi metto il pigiama e vado a letto con la testa un po' più leggera.
L'altro giorno in università abbiamo fatto un laboratorio con il professore di psicologia in cui dovevamo raccontare una situazione in cui ci siamo trovati in difficoltà durante i tirocini passati. A me è venuta in mente una mattina che mi ha fatta rimanere in silenzio per il resto della giornata. Ero alla terza settimana di tirocinio nelle cure domiciliari, un mondo emotivamente particolare, e avevo deciso di cambiare zona e fare quella di Ivrea centro. Ore 7:30, io e l'infermiera saliamo in macchiana e partiamo con il giro dei prelievi. Ne facciamo un paio e poi arriviamo al cancello di una villetta carina e un po' nascosta alla vista. Era presto, il sole non era ancora sorto ed ero ancora un po' addormentata. Scendo dalla macchina e prendo la borsa dei prelievi e le impegnative del medico con le etichette da mettere alle provette. Leggo nomi e cognomi e poi gli occhi mi si fermano sulla data di nascita di uno dei due pazienti: 1985... Un ragazzo giovane. Il sonno mi intorpidisce ancora il cervello, quindi subito non realizzo, poi mi blocco e mi chiedo:" Chissà come mai un ragazzo così giovane ha bisogno che passiamo noi a fargli il prelievo a casa?" Poi Simona mi riporta sul pianeta terra suonando il campanello, uno di quei campanelli che si sentono anche da fuori mentre li suoni e che ti infastidiscono se tardi di pochi millesimi di secondo a togliere il dito. Entriamo in casa, le luci sono ancora tutte spente tranne quella della cucina. Ci accoglie una donna sulla quarantina, ha ancora addosso il pigiama, i capelli raccolti con una pinza. Sul viso ha ancora i segni del sonno, o forse no.... Forse sono i segni della stanchezza ma non per il sonno, sembra stanca della routine giornaliera. Ci accompagna in cucina e ci offre il caffè. Rifiutiamo perchè l'abbiamo preso nella casa precedente appena 10 minuti prima. Allora si prepara per farsi fare il prelievo. L'infermiera mi dice:" Lo faccio io così facciamo più in fretta:". Va bene. Poi mi faccio una domanda:"Ma il giovane ragazzo sarà ancora a letto?". Mentre penso Simona ha già finito e mi dice di seguirla. La signora ci fa strada ma l'infermiera sembra sapere già la strada. Quando si accende la luce del salotto (mi pare) i miei occhi ci mettono un attimo ad abituarsi alla luce bianca intensissima. Poi finalmete vedo il giovane paziente.... E' steso in un letto da ospedale, con una sacca de catetere che spunta dalle coperte e un tubo di una flebo che corre fino ad una boccetta appesa ad un trespolo. Ha ancora gli occhi chiusi, ma appena la mamma lo chiama appoggiandogli dolcemente una mano sul braccio si spalancano. Sono blu come il cielo. So che può sembrare una frase da baci perugina, ma il colore era proprio quello del cielo. Splendido. "Ciao Luca!". Sento la voce di Simona che lo saluta.
Luca.....
Un bellissimo ragazzo di 25 anni con gli occhi blu cielo coricato in un letto di ospedale nel suo salotto, con un catetere e una flebo.
"Lo faccio io anche a lui."...... Eh, sì, cosa???? No aspetta ma dove siamo, aspetta un attimo......
Poi realizzo: è proprio un bellissimo ragazzo di 25 anni con gli occhi blu cielo coricato in un letto di ospedale nel suo salotto, con un catetere e una flebo.
Simona ha già infilato l'ago e sta riempiendo la sfilza di provette etichettate. "Devo fare anche l'urocultura, Maria hai tenuto le urine di tutto il giorno di ieri?".
"Sì! Sono in bagno!"
Mi giro e sono sola, ovvero, con Luca.
"Ciao! Come ti chiami?".........
"Ehmmmmmmmm..... Jessica! Tu Luca vero?!?"
"Sì! Ho venticinque anni!"..................
"Io venti!".......Silenzio...... Mi guardo intorno. La parete a cui è accostato il letto è tappezzata di fotografie e al palo della flebo sono appesi un paio di peluches. Uno ha in mano un cuore con su scritto ti amo.
"Sono i miei amici!"......... Come ha fatto, non gli ho chiesto chi erano!?!
Sento i passi di Simona e mamma Maria.
"Abbiamo fatto, possiamo andare! Ciao Luchino!"
"Ciao Simo!...... Jessica, vieni vicina?"
................... mi avvicino............. Mi da un bacio sulla guancia.... "Ciao Jessica! Torna!"
"Ciao Luca!"
Esco dalla casa accarezzandomi la giancia e salgo in macchina in silenzio, silenzio che romperò solo per salutare e presentarmi ai pazienti.
"Stava festeggiando il diploma, è caduto dal balcone e ha avuto un trauma cranico. Sono cinque anni che sta a letto. Ma è migliorato, all'inizio non parlava nemmeno!"
Che scherzo la vita! Io dopo il diploma non ho festegggiato, per me era tutto così normale. Invece lui era felice di essersi diplomato, festeggiava e in un secondo gli è cambiata la vita.
Come Dome, tornava da lavoro, era a 200 metri da casa e in un secondo gli è cambiata la vita. Già.... Dome.... Lo conoscevo poco, ci avevo parlato si e no 3 volte, ma quando ho iniziato ad andare a trovarlo in ospedale ho iniziato a volergli bene. Sì, gli voglio bene!
Ecco il pensiero che ha vinto! Ora che almeno uno è uscito mi metto il pigiama e vado a letto con la testa un po' più leggera.
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